Madre

del Lungo Cammino

In ossequio ai decreti di Papa Urbano VIII, ai decreti della Sacra Congregazione dei Riti, e al Catechismo della Chiesa cattolica - 67, si dichiara che a quanto viene espresso nel seguente portale web non va data fede se non quella che meritano attendibili testimonianze e che non si intende in alcun modo prevenire il giudizio della Chiesa, alla quale ci si sottomette con devozione.

STORIA

 

 

All’origine di quest’oasi e del carisma che accompagna questa devozione vi è un sì di Wilma Bonadiman: una donna divenuta sposa, madre, ed ora nonna, originaria di Concamarise (VR) ma residente nel vicino comune di Cerea (VR). Fin da bambina, ella ha avuto il raro privilegio di crescere in compagnia della Madre di Dio, per poi accettare liberamente da adulta il gravoso compito di ambasciatrice dei messaggi che, da questo luogo, la Madonna dona all’umanità intera; dove appunto, sin dalla sua prima apparizione, la sera del 2 marzo 1998, si è presentata con il nome di MADRE DEL LUNGO CAMMINO.

 

La stessa Wilma racconta che tutto ha avuto inizio nel 1950 quando, durante una sosta della “Madonna Pellegrina” a Concamarise, per la prima volta Maria si presentò a lei “viva e vera”, accanto alla statua, mentre recitava ad alta voce una poesia in suo onore. Nelle successive apparizioni la Vergine, si limitava a raccomandarle di mantenere segreti i loro incontri. Impegno al quale Wilma ha sempre mantenuto fede.

Sebbene residente a Cerea, nel 1988 il lavoro la portò a Castel d’Azzano, dove talora pernottava ospite di una cara amica, proprietaria di una porzione di bifamiliare, con annesso un piccolo giardino sul quale, in modo misterioso, la Madre di Dio aveva già posato i propri occhi.

 

Dal 1994 la Madonna ha iniziato ad intrattenere con lei dei veri e propri colloqui, esortandola altresì a promuovere una preghiera di tre ore consecutive per le anime del Purgatorio, quale implicito carisma conferito a questo luogo dalla Madonna stessa. Il primo gruppo di preghiera si formò attorno a Wilma nel 1996, ricevendo talora anche il conforto della Madre celeste: “Io sono ancora qua […] per pregare con voi per le anime del Purgatorio” (4 maggio 1998).

 

Nel 1997 la Madonna chiedeva a Wilma la propria disponibilità a “rendere pubblico ogni suo desiderio” ed ogni suo “messaggio”. La stessa Wilma assicura che dopo aver dichiarato il proprio sofferto sì ogni timore ed ogni incertezza erano improvvisamente scomparsi, nella consapevolezza che con quel “sì” aveva aderito non solo a un desiderio della Madre Celeste ma anche alla volontà stessa di Dio.

Come già detto, il 2 marzo 1998, alle ore 20,30 circa, durante un incontro di preghiera, per la prima volta la Madonna si manifestava a lei in presenza di testimoni, presentandosi appunto come MADRE DEL LUNGO CAMMINO ed esortando per ben 15 volte alla preghiera:

 

Wilma: … Come sei bella, come splendi o Madre. Noi siamo qui riuniti in un incontro di preghiera per aiutare le anime del

Purgatorio, Tu lo sai. Devo dire che Tu ci sei? Devo farlo capire, in questo incontro? Madre dimmi, come ti posso

chiamare?

 

Maria: MADRE DEL LUNGO CAMMINO.

 

Wilma: O Madre, cosa devo dire?

 

Maria: Pregate, pregate, pregate per tutti i peccatori.

Pregate per le violenze.

Pregate per la Chiesa.

Pregate per le guerre.

Pregate, pregate, pregate figli miei.

Pregate perché il vento non soffi forte.

Pregate perché le acque si fermino.

Pregate perché la terra non tremi più.

Pregate figli miei, pregate.

 

Wilma: O Madre, resta ancora con noi, non te ne andare, siamo figli tuoi, o Madre pietà.

Ora la Madre Celeste passerà la sua mano sulla testa di ognuno di voi, tutti sentiranno il suo passaggio.

 

Maria: Pregate sempre, parlatene per la salvezza delle anime.

 

Wilma: Ti saluto o Madre, ti salutiamo.

 

Col tempo, la Madonna ha continuato a rendersi visibile a Wilma in questo giardino, in media cinque volte l’anno, e tuttora fa conoscere i Suoi messaggi, i Suoi desideri e le Sue volontà, tra le quali figurano appunto i cinque punti di grazia segnati sul terreno e, in particolare, la sorgente di acqua con la vasca di purificazione e di guarigione: “In questo posto dovrete far sorgere l’acqua con vasca per gli ammalati: acqua di purificazione, acqua di guarigione” (2 luglio 2000).